LA Paura…..fidarsi sempre di ciò che si sente.

paura...fidati sempre di ciò che senti!Chi si fida di ciò che sente, piano piano comincia a conoscere il mondo in questa maniera. Così Paolo Quattrini, psicologo e psicoterapeuta, direttore e formatore dell’Istituto di Gestalt di Firenze, insegna. Fidati, se non ti fidi! Un’altra espressione che rimarca il concetto della fondamentale e vitale esperienza del sentire per l’essere umano, ad opera di Sergio Mazzei, psicologo psicoterapeuta, direttore e formatore dell’Istituto di Gestalt e Bodywork di Cagliari.  L’emozione della paura è alla base della possibilità che l’uomo ha di “mettersi a riparo”, “proteggersi” da ciò che percepisce come pericoloso e minaccioso per sè. Se veniamo aiutati a sentire e ad esprimere le nostre emozioni sin da piccoli incominceremmo a preservarci da una serie di situazioni che possono presentarsi anche molto pericolose. Se si riesce a conoscere il mondo attraverso il sentire e anche attraverso il pensare, lo si conosce molto meglio. (…) P. Quattrini, in uno dei suoi articoli dice:” Un bambino sente, perché ha una struttura sensoriale che glielo permette, ma come interpreta questo, è poi un fatto culturale. Mettiamo che senta paura di un altro bambino, che è aggressivo: se gli viene detto che non deve avere paura si anestetizza, non ha più paura ma non capisce più che quell’emozione lo stava informando che è meglio girare alla larga da quel ragazzino pericoloso. Se non riconosce il pericolo, non sarà mai in grado di difendersi. Perché da una persona aggressiva ci si può difendere in tanti modi, posto che si sappia che è pericoloso: ci si può star lontano fisicamente, si può non avere niente da dirsi, ci si può inventare un sacco di cose, ma se non si può averne paura si diventa stupidi e se ne buscherà sicuramente.
Bisognerebbe magari dirgli al bambino: “ah! hai paura di quello: allora forse è meglio che non gli vai tanto vicino”. Non basta esprimere un giudizio negativo nei confronti dell’altro, bisogna che il bambino impari a difendersi: lui ha paura, invece di lasciargli sopportare la paura, sarebbe più utile farlo esprimere, per es. dirgli “se hai paura di quel bambino, diglielo”. Se un bambino si spaventa e si allontana, poi la paura magari gli passa, e gli può venire voglia di riavvicinarsi. Le emozioni coesistono, convivono, e bisogna vederle in questa logica che non è lineare, ma circolare. “

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