Il corpo stressato…parla.

Stress…che stress….mannaggia allo stress…

Stress è un termine inglese che ha assunto diversi significati nel tempo per arrivare oggi a definirsi “uno stato di tensione e/o di resistenza di un individuo che si oppone a forze esterne che si agitano contro”.

Quando una peil corpo stressatorsona è particolarmente stressata e perché sta resistendo a qualcosa che con forza cerca di combattere e che le consegna sensazioni di frustrazione e di impotenza. Quando questo stato perdura nel tempo, il corpo incomincia a risentirne e i sintomi si affacciano come campanellini che suonano a richiamare l’attenzione. Purtroppo, non sempre corriamo ai ripari, il corpo ci ha parlato, ma noi lo abbiamo ignorato. A questo punto lo stato di stress trova una sua via di fuga, anzi possiamo dire un suo rifugio doloroso: il nostro corpo. Nascono quelle che chiamiamo somatizzazioni.  Lo stress, in questo caso è estremamente nocivo e viene denominato “il bacio della morte”.

La frustrazione è probabilmente lo stato emotivo che risulta più spesso il responsabile dei disturbi psicosomatici. La frustrazione si verifica quando:

  1. Un individuo è impedito nel reagire come vorrebbe ad una situazione per l’educazione che ha ricevuto;
  2. quando il suo comportamento non ottiene il soddisfacimento o la ricompensa che si aspettava.

L’ansia monta e il corpo trema.

Lo stress e l’ansia sono la faccia della stessa medaglia. La differenza sta nel fatto che lo stress ha una motivazione conosciuta, mentre l’ansia è un sintomo che nasconde altre cause spesso ignorate, anche dalla persona più attenta a sé e convinta di conoscersi approfonditamente. Per conoscere le cause dell’ansia non vi è altra possibilità che un percorso di consapevolezza di sé e di psicoterapia, con aiuti vari che vanno dalle tecniche di rilassamento alla meditazione e in alcuni casi è necessario anche un aiuto farmacologico.

“Io sono un a persona nervosa, ma nervoso dentro, anche se non sembro”. “Io non reagisco, non strillo, mando giù”…quasi si compiace nel dirlo. E non sa che quello stile di vita è il principale responsabile delle sue sofferenze. La tendenza a “mandare giù”, ad ingoiare l’ansia è il presupposto primo alla somatizzazione.

Quanti sono, nelle sale d’aspetto degli ambulatori, coloro che cercano solo, nel medico, un rapporto umano di fiducia e di rispetto, o una disponibilità all’ascolto e all’aiuto?

Perché si somatizza l’ansia?

Alla nascita, l’uomo è tutto corpo ed emozioni. Nel neonato le emozioni sono tutte somatizzate. Con la crescita, l’essere umano impara a gestire le sue emozioni, oltre che a verbalizzarle, incomincia a desomatizzarle. Al termine del suo sviluppo è convito di essere padrone delle sue emozioni. Poi accade qualcosa che gli fa provare emozioni intense ed ecco che l’emozione, in un frangente del tutto particolare e di emergenza, si risomatizza. L’individuo regredisce alla fase in cui le emozioni si esprimevano solo con il corpo. Se l’emergenza perdura, anche la regressione si cronicizza, e le emozioni si somatizzano stabilmente. Il corpo incomincia a parlare….

Alcuni esempi clinici…

PAZIENTE IPERTESO

E’ il risultato di aspettative frustrate che hanno creato irritazione, e propositi di vendetta e di recupero, oltre a sentire la paura di perdere potere.

PAZIENTI ASMATICI

Una madre esigente e costrittiva che non ammetteva cedimenti emotivi:” non piangere, non essere aggressivo, non chiedere aiuto, ma fa il tuo dovere, arrangiati, sii buono”.

PAZIENTE ULCEROSO

Si sforza di ottenere amore e rispetto privilegiando il lavoro, cioè cerca soddisfazioni sociali che compensino carenze affettive. La frustrazione che deriva da ogni mancato riconoscimento, suscita in questi soggetti la sensazione di essere maltrattati, respinti, indifesi.

PAZIENTI CON COLITE ULCEROSA

La frustrazione in questi pazienti, provoca da un lato risentimento, colpa e aggressività inibita, ma dall’altro abbandono, sottomissione, richiesta d’aiuto.

PAZIENTI CON COLITE SPASTICA

Lo spasmo e il relativo dolore nasce dal bisogno di cura e di attenzione e dal rifiuto contemporaneo di qualcuno che si possa prendere cura, dal quale si può essere maltrattati, rifiutati, respinti.

PAZIENTI CORONAROPATICI

La spinta al successo di queste persone fa da padrona nella loro vita. Non sono il ruolo o la poltrona da dirigenti ad essere degli elementi patogeni, ma l’ansia del successo e dell’escalation. Spesso le coronaropatie sono più frequenti tra gli impiegati smaniosi di carriera che nei dirigenti soddisfatti.

Rimedi scientifici

La scienza psicosoamatica ci permette di vedere e studiare l’incidenza del la personalità  nel corpo.

La medicina generale e la medicina interna ci consentono di diagnosticare e di aiutare il paziente farmacologicamente.

La psicoterapia aiuta il paziente a cambiare il proprio modo di stare al mondo, a prendersi cura di sé, a placare le voci interiori conflittuali che lo affliggono, a trovare una forma diversa al suo modo di reagire nelle situazioni, a prendere decisioni, ad aiutare il paziente ad aiutarsi.

Tecniche di rilassamento e meditative proprie per la gestione dello stress, aiutano la persona a ritrovarsi e a ricentrarsi.

 

 

 

 

 

Comments

comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *