Provare Vergogna.. “Ho perso la faccia!”

Provare vergogna...Ho perso la faccia

Provare  vergogna è una delle esperienze più spiacevoli  e dolorose che possiamo fare. La vergogna produce uno stato di sofferenza acuto e intenso nell’individuo che la prova. Questa sofferenza è direttamente proporzionale al valore che attribuiamo al giudizio della gente. La vergogna è un attacco all’immagine di sé. Di conseguenza, quando proviamo vergogna diciamo: “ho perso la faccia!”

Quando proviamo vergogna?

L’uomo è un essere sociale. Per raggiungere i propri scopi gli esseri umani dipendono gli uni dagli altri. E’ naturale, voler essere stimati e apprezzati, diventare oggetto di desiderio per gli altri, voler occupare una posizione importante nella loro mente. E’ quella che chiamiamo: desiderabilità sociale. Per cui ci impegnamo ad aumentare il livello di percezione e valutazione positiva degli altri nei nostri riguardi. In tal modo acquisiamo più potere sociale che ci consente di sentirci utili per chi ci sta attorno e nello stesso tempo poter avere la possibilità di avere un “peso” e un “valore” importante anche nelle scelte e decisioni altrui. 

La vergogna per una mancanza seria

Di conseguenza, quando per una mancanza seria o per un’azione riprovevole roviniamo la nostra immagine pubblica, entriamo in crisi: “ Cosa dirà la gente?” Non soltanto, diventiamo oggetto di derisione e di beffa: “ Hai saputo che cosa ha fatto quello?” . Veniamo isolati: “ Sarebbe meglio non invitarlo!” La pena e la vergogna nasce dal fatto che la persona si sente cattiva e che gli altri ritengono che sia meglio evitarla.

La vergogna o imbarazzo per…

Proviamo vergogna o imbarazzo anche se non abbiamo commesso un’azione a danno di altri, ma per il semplice motivo di aver avuto:

  • un diverbio in pubblico;
  • un disaccordo di opinioni non chiarite con dei conoscenti/amici;
  • per sentirci inadeguati in un luogo;
  • per la forma fisica;
  • per come siamo vestiti…ecc..

Possiamo dire che l’imbarazzo è il “cugino” della vergogna.

Come nasce la vergogna?

Sono tutte le parole che avremmo potuto dire e le azioni che avremmo potuto fare, ma che abbiamo bloccato e ingoiato. E’ una emozione che nasce quando si è molto piccoli e si subiscono diversi rimproveri molto aspri, in cui non si ha modo di poter difendersi, generalmente di fronte ad altra gente.

Alcune frasi/esempio:

“Vergognati per quello che hai fatto!”;

“Ti devi soltanto vergognare, chiedi scusa!”;

“Abbassa la testa e non ti permettere di guardarmi negli occhi!”

“ Guardam i negli occhi, smettila, non sfidarmi…e vergognati!”

“Vedete che cosa ha combinato il vostro amichetto”

“Ti dovresti vergognare per quello che hai detto!”

I segnali della vergogna:

Quando proviamo vergogna, vorremmo scomparire, fuggire via, non farci trovare. Alcuni segnali:

  • Il volto: impassibile come una sfinge, rossore, smorfie con il naso, mordicchia mento labbra e/o lingua, aggrottamento della fronte in verticale o in orizzontale;
  • lo sguardo: evitante, si guarda in basso, o un oggetto lontano;
  • Il corpo: accelerazione cardiaca, aumento della pressione, temperatura della pelle e degli arti (gelato dalla vergogna);
  • la postura: abbassamento del capo e ripiegamento su se stessi, facilmente osservabile nei bambini. Il pensiero è: ” Se non guardo gli altri, magari non mi vedono. Divento trasparente!”. Toccarsi i vestiti, strapparsi un lembo del maglione, pantalone, gonna.
  • la voce: bassa, monotona, lunghe pause, sospiri, inspirazioni prolungate;
  • linguaggio: vago e indefinito; giri inutili e tortuosi di parole; ambigo e prolisso; oppure un discorso scarno, coinciso ed essenziale con un atteggiamento freddo e distaccato.

Chi è più esposto alla vergogna?

Sono le persone che vivono più orientati a mantenere costante una immagine di sé, spesso costruita , inconsapevolmente, a tavolino negli anni, con l’obiettivo di essere perfetti. Sono persone che:

  • si impegnano molto nelle attività;
  • hanno un forte senso del dovere;
  • cercano di fare tutto bene per non essere criticati;
  • vivono in uno stato di tensione costante e hanno difficoltà a rilassarsi anche con parenti e amici.

Poiché si impegnano sempre e sono disponibili hanno argomenti validi per controbattere chi li critica o per pretendere da loro considerazione e rispetto.

Le conseguenze della  vergogna

La persona che sente profondamente vergogna incomincia a sviluppare un comportamento diffidente e paranoico verso gli altri. Cade anche in forme di pensiero deliranti, modifica la percezione degli eventi, cade in forme di autoinganno.

 

2 le complicazioni  psicologiche  

  1. Depressione

Dopo esplosioni di rabbia e di rivendicazione, la persona cade in uno sconforto profondo. Si chiude i se stesso, mostra stanchezza per un non nulla, ha pensieri ossessivi sul passato e sulla vicenda, si auto commisera, si isola.

  1. Fobia sociale

Si evita qualsiasi situazione sociale per non immaginare di sentirsi guardato, deriso o criticato alle spalle. Guardingo e sospettoso. A volte aggressivo, a volte introverso e impenetrabili.

 

Come superare la vergogna

L’obiettivo clinico è accompagnare la persona a recuperare la stima di sé. A separare il sé dall’evento che ha determinato la vergogna. Si utilizzano strategie sia cognitivo-comportamentali che emozionali. Si elaborano processi di imbarazzo sociale e di colpa. Si abbassa il livello di paranoia, diffidenza relazionale, percezione minacciosa della realtà.

 

Vediamo insieme anche: Perchè tutti mentiamo?

 

 

Bibliografia:

Luigi Anolli, La vergogna, Il mulino, 2003

A.M.Pandolfi, La vegogna. Un affetto in via di estinzione?, Milano, Angeli, 2002

D’Urso e R. Trentin, Psicologia delle emozioni, Roma-Bari, Laterza, 1988

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