Psicoterapia di coppia

Come ogni fenomeno dell’esistenza umana anche la vita di coppia è un processo, un continuo divenire il cui cambiamento si costituisce attimo dopo attimo e può portare sia alla trasformazione sia all’estinzione della coppia. Ogni trasformazione è resa possibile dalla abilità delle persone di tenere in vita un nucleo di base, nel nostro caso la relazione d’amore, accompagnandolo con la modifica pressoché conterapia_di_coppiatinua delle modalità espressive e dello stile di vita.

Quando la coppia arriva nello studio dello psicoterapeuta, dunque, porta un disagio che, se pur appare motivato da attuali e specifiche contingenze, in effetti è il segno di un malessere che si è andato accumulando nel tempo.

I due partner non hanno saputo elaborare e trasformare nel tempo i cambiamenti personali, sociali e del ciclo di vita della coppia creando nuove modalità del vivere insieme, non hanno saputo gestire i conflitti di fronte ai quali la vita quotidiana li ha posti sia come singoli individui (conflitti intrapsichici) sia come coppia/famiglia (conflitti relazionali), sia come cittadini (conflitti sociali). 

La parola crisi dunque può essere intesa nel senso di grave incertezza, instabilità e difficoltà in relazione all’accumularsi di conflitti irrisolti che i partner non hanno saputo gestire (Gestalt inconcluse) e che si ripresentano costantemente secondo contenuti differenti. Ma crisi significa anche momento di passaggio che richiede scelte non più rinviabili ed offre la possibilità di una loro gestione consapevole ed adeguata per entrambi i partner. In greco il termine crisis deriva dal verbo krinein decidere, distinguere e significa, quindi, scelta, decisione.
Nel lavoro psicoterapeutico con le coppie si lavora per agevolare il cambiamento della punteggiatura nella sequenza degli eventi, per aprire ai due partner possibilità per un nuovo modo di vivere in coppia passando dall’attribuzione all’altro di tutta la responsabilità del benessere e/o del malessere personale e di coppia, alla possibilità di assumersi la responsabilità della propria esistenza, consapevoli dell’importanza che l’altro ha, ma liberi di scegliere se e come stare in relazione con lui/lei.

In ottica fenomenologico-esistenziale, e quindi, gestaltica, lo psicoterapeuta, nella seduta, rappresenta una “terza persona non influente” in quanto non ha alcun potere né desidera esercitare alcuna influenza nella relazione di coppia. La sua funzione è quella di agevolare l’espressione e l’autentico dialogare lasciando che ognuno dei due partner, nelle comunicazioni più banali come in quelle più significative, si assuma la totale responsabilità del suo agire immediato e delle possibili conseguenze.

Il terapeuta sospende ogni giudizio e non si schiera né si lascia sedurre da nessuno dei due partner, aiuta invece entrambe le persone ad assumersi al cento per cento la responsabilità di come si è svolta e si continua a svolgere la relazione.

Non ci sono responsabilità da suddividere: ognuno è libero di essere se stesso e di volersi incontrare e vivere con un/una partner che lo/la accetti così come è. E’ a partire da questo presupposto che è possibile aprirsi al desiderio di costruire una cultura comune, fatta di valori e di priorità che non solo agevolino ma rendano piacevole la vita di coppia.

Lo psicoterapeuta interviene allora nella seduta per aiutare ad esplicitare, per far costruire “ponti” che portino l’uno verso l’altro, per far rispettare regole fondamentali per la vita di coppia a partire dalle regole della comunicazione (non interrompersi, ascoltare i propri vissuti emotivi mentre l’altro parla e, a partire da questi, rispondere in modo coerente, chiaro e specifico così da costruire un reale dialogo).

Lo psicoterapeuta interviene inoltre per agevolare il contatto con i vissuti emotivi non solo propri ma anche del partner in modo da poter entrare in una risonanza empatica fatta di uguaglianze ma soprattutto di differenze e da qui comprendere il punto di vista dell’altro non solo cognitivamente ma anche, e soprattutto, emotivamente.

La risonanza emotiva che si può vivere mettendosi nei panni dell’altro è fondamentale non per condividere ed accettare obbligatoriamente opinioni e comportamenti del partner, ma per rendersi conto di cosa si può provare guardando gli eventi da un altro punto di vista, per rendersi conto di emozioni e sensazioni che, in quanto non appartengono alla persona, sono difficili da percepire pur costituendo aspetti essenziali della vita dell’altro.

Leggi anche L’amore: un triangolo….

Stralci dell’art. “ La vita di coppia: il legame d’amore tra attaccamento ed autonomia”, di Anna Ravenna pubblicato nr. 12 di Formazione in Psicoterapia, Counseling, Fenomenologia.

 

 

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