Senso di colpa: cos’è e come possiamo liberarci

Isenso di colpal termine senso di colpa viene sovente utilizzato per indicare uno stato di malessere psicologico.

Espressioni sostitutive spesso sono:

  • “non mi sento apposto con la mia coscienza”;
  • “ho un peso sul petto che mi impedisce di respirare”;
  • “devo fare qualcosa per riparare”;
  • “devo dimostrare che non sono cattivo come dicono”;
  • “ on sono un imbecille e lo dimostrerà il tempo”…e altre ancora.
  • Cos’è il senso di colpa? …

Il senso di colpa è la conseguenza emozionale di aver trasgredito al “nostro giudice” interiore che spesso ci indica ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. Il “giudice interiore” nasce da tutte le imposizioni, regole, pensieri, giudizi che nel tempo le persone, che hanno provveduto alla nostra crescita, ci hanno inculcato.

  • Come si manifesta il senso di colpa?

Il “nostro giudice” spesso ordina e comanda ciò che dobbiamo sentire e ciò che dobbiamo fare e noi lo seguiamo, come dei “bambini” che per essere amati devono essere buoni e bravi. Accade che se non lo ascoltiamo, ci sentiamo come se dovessimo pagare un prezzo in termini di sofferenza interiore per avere osato desiderare qualcosa di vietato. Seguiamo una strada fatta di ordini interni e comandi facendo diventare una parte di noi padrone dell’altra. Se questa parte incomincia a predominare noi la seguiamo e ciò che accade è che ci perdiamo quello che realmente si sta verificando nella nostra vita. Detto in altri termini, è come se il giudice interiore ci mettesse delle lenti attraverso le quali vedere il mondo filtrato da come il “giudice” ci dice, piuttosto che valutare obiettivamente la situazione. Questo ci spinge a dei comportamenti che non sempre sono adatti alla realtà cioè a come stanno andando veramente le cose, a quello che è bene per me, a ciò che desidero, a ciò che mi da possibilità, a ciò che mi farebbe stare bene. Per esempio se io desidero farmi un viaggio e il giudice interno mi dice: “forse è giusto che tu adesso risparmi perché chissà se domani le cose ti andranno bene”, mi privo di questa esperienza perché questa voce interna mi ha già interrotto a priori la possibilità di un’analisi reale ed obiettiva della situazione, e cioè, “io, questo viaggio, adesso, me lo posso consentire?”. Per esempio, se io voglio dire ad una persona: “questa cosa che fai a me non mi garba”, ma ho un giudice interiore che mi dice cose tipo “sei sicuro di dire questa cosa?”, “come ti permetti?”, “ti rendi conto di quello che stai dicendo?” “ se dici e fai questa cosa lo sai cosa ti po’ succedere?” ovviamente, non dico più quello che voglio e non faccio più quello che desidero.  Mi sono è bloccato da solo.

 

  • Come nasce il senso di colpa?

Il bambino impara molto presto a sentirsi in colpa per non aver soddisfatto le aspettative degli altri e spesso quando è spettatore di una sofferenza del o dei genitori , si convince di essere responsabile, come se effettivamente tutto ciò che è doloroso o “negativo” fosse, per qualche ragione, colpa sua. Questa percezione distorta del bambino che si sente responsabile del clima che vive in famiglia, dell’assenza di uno dei genitori, dell’ assenza di armonia ha che fare con sentimenti proprio dell’età infantile di onnipotenza (il sentirci capaci di determinare ogni cosa), viene, involontariamente, trascinata nell’età adulta. Un meccanismo perverso che ci costringe a vivere nella dipendenza, lasciando agli altri il potere di liberarci.
Alcune madri e alcuni padri sono esperti nel far leva sui sensi di colpa dei figli e sanno, meglio di chiunque altro, come ottenere da loro quello che vogliono, riuscendo a colpirli proprio là dove sono più vulnerabili. Frasi taglienti, apparentemente innocue, creano mostruosi sensi di colpa, malessere e senso di inadeguatezza e hanno il potere di trasformare il figlio in un “bambino cattivo”. L’operazione più difficile per un figlio è quella di comprendere profondamente che è la propria mamma o il proprio papà, è peggio ancora quando lo sono entrambi, ad attivare una manipolazione.
E’ difficile proprio perché quando il genitore che colpevolizza e lo fa da sempre, il senso di colpa si è completamente impossessato del figlio che fatica a vedere il vero e proprio abuso di potere che viene messo in atto.

  • Differenza tra senso di colpa e responsabilità

La responsabilità è invece legata al semplice fatto di agire, di avere generato una conseguenza con la propria azione. Riconoscersi una responsabilità è ben diverso dall’attribuirsi una colpa e le azioni riparatorie sono proprio la rappresentazione della capacità di essere lucidi rispetto alle conseguenze delle proprie azioni.
In psicoterapia della gestalt, il concetto di responsabilità è sovrano. E sta a stimolare costantemente un’attenzione a sé piuttosto che all’altro e cioè: “cosa faccio io per fare in modo che questo accada?” che non ha niente a che fare con il senso di colpa, cioè con il darsi “addosso” da soli, autopunendoci.

  • Il lavoro sul senso di colpa in psicoterapia

Nella psicoterapia il lavoro viene fatto proprio su ciò che ci accade quando viviamo delle situazioni che vorrebbe tanto sbloccare, ma non ci riusciamo. I fatti, nella psicoterapia della gestalt, servono a ben poco ciò che conta è il processo e cioè cosa: “ti succede quando vuoi fare questa cosa e non la fai?”.
E’ bene non confondere la colpa con il senso di colpa. La colpa è una trasgressione ad una regola e come tale è punibile, una regola cioè socialmente condivisibile perché ha a che fare con senso di convivenza civile.
Il senso di colpa, come ho detto prima, è un crogiolo di pensieri, sensazioni, azioni, emozioni, autodistruttive che ci porta ad una catena incastrante di comportamenti riparatori illusori. La conseguenza è che con il tempo ci incastriamo in una rete che noi stessi abbiamo costruito dando il potere ad un giudice interno. Se questo giudice, che ci parla costantemente, è molto potente, può accadere, nella vita che un’altra persona x che ha capito come funzioniamo, ci tesse una tela senza che non ce ne accorgiamo e rimaniamo attaccati ad essa come delle mosche in attesa del colpo finale del ragno. Detto in altri termini, noi offriamo la spalla alla persona x per farci incastrare. E incominciamo a fare ciò che l’altro vuole piuttosto che ciò che è buono per noi. Per cui, vedere come i Il senso di colpa scaturisce da uno scenario più profondo della nostra interiorità e cioè da un’angoscia legata alla convinzione di essere inadeguati, inferiori, incapaci di essere amati e apprezzati, ci permetterebbe di non essere ricattati. La prima cosa da fare per poter tenere sotto controllo le emozioni spiacevoli derivate dal senso di colpa (che spesso sono diverse: rabbia, frustrazione, preoccupazione, tristezza, disperazione..) è riconoscerlo, e capire che nessun gesto riparatore che potrà riparare veramente e a pieno, per quanto ci sforziamo, qualcosa che ha a che fare con il senso di non sentirsi adeguati e all’altezza della situazione.
Se noi possediamo questo concetto così svatutato di noi, tutta la percezione della realtà sarà vista con queste lenti e non riusciremmo mai a capire se in effetti siamo responsabili o siamo domati da un sentimento auto-corrosivo che viene alimentato da coloro che nella vita reale, attuano azioni manipolatorie per auto-alimentarcelo e continuare a farci fare ciò che a loro è utile. Lavorare inoltre sui vantaggi, sia pur dolorosi, che si ricavano.

Vantaggi psicologi del senso di colpa:
passando del tempo a sentirti colpevole di una cosa che è già avvenuta, non hai altro tempo da impiegare per migliorarti e correggerti;
• sentendo che dovrai pagare un “prezzo” per ciò che è accaduto veli i rischi di ciò che un cambiamento comporta e procrastini;
• il senso di colpa può essere un mezzo per recuperare la sicurezza e la protezione, invitando altri a prendersi cura di te;
• per ricevere l’approvazione degli altri e per sentirti rammaricato del non essere stato capace.
Per consapevolizzare il senso di colpa è necessario iniziare:
a pensare al passato come a qualcosa di immutabile e cioè che non c’è senso di colpa che possa cambiarlo. “sentirmi in colpa non cambierà il passato, né mi renderà migliore”.
Domandarsi che cosa si sta evitando nel presente grazie al senso di colpa. Imparare dal passato oppure accettare se stessi, anche a costo di ricevere l’altrui disapprovazione.
Riconoscere il proprio sistema di valori. A quali valori credi profondamente, quali sono fittizi e quali ti derivano da una impozione della società o sono legati a ricordi dell’infanzia.
Una volta che non si avrà più un bisogno spasmodico dell’approvazione altrui, sparirà anche il senso di colpa.

Cos’è Il Rimpianto e il Rimorso?

Comments

comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *