Gioco d’azzardo patologico

gratta e vinciIl-ludere…de-ludere …

Un gioco esiste perché c’è l’illusione e illudersi, è attendere invano un’aspettativa. Aspettare qualcosa, qualunque essa sia…è deludersi. Ci si il-lude (entrare nel gioco) e ci si de-lude (uscire dal gioco) con una velocità impressionante, il cui tempo non è prevedibile e i cui effetti sono devastanti.

E’ difficilissimo per l’essere umano non avere aspettative, sarebbe l’atteggiamento più saggio che si possa raggiungere, ma come sarebbe possibile vivere, investire e non aspettarsi di ricavare cose “buone” per sé? Tutta la nostra esistenza ruota intorno a delle aspettative: ci aspettiamo che un amico ci scambi il favore, che il nostro lavoro e i nostri investimenti siano il più fruttuosi possibili, che in una relazione d’amore l’altro faccia delle cose che gli spettano. Il concetto di responsabilità e cioè ciò che io posso fare perché la mia vita sia come io la desidero è molto difficile da raggiungere. Scegliere di interrompere azioni, comportamenti, relazioni è conseguentemente complicato, ma è la risposta più vincente quando, in uno stato di insoddisfazione, io mi consento la possibilità di uscire dal “gioco”. Anche scegliere di non scegliere, è una scelta! Uscire da una situazione dolorosa, presuppone una piena consapevolezza del valore di sé e un grande amore per sé.

Continuiamo…

GIOCA RESPONSABILMENTE è una espressione che racchiude una impossibilità in essere. Se si è nel gioco è complicatissimo essere respons-abili e cioè rispondere con abilità alla situazione che si è venuta a creare e interromperla. Ci troviamo nel vortice e neanche ci ricordiamo come ne siamo entrati e più pensiamo di voler uscire più ne rimaniamo intrappolati, perché già molta parte di noi ne è dentro. Sembra un paradosso ma, spesso, è più facile fare che di-sfare. Per cui solo le persone più vicine al giocatore, possono intervenire per aiutarlo ad uscire dal “nuovo buco nero” della società odierna: il gioco patologico. E’ vero sì che il gioco d’azzardo è sempre esistito, ma la variabile nuova e che è accessibile a tutti. I posti dove poter giocare sono facilmente raggiungibili. I giochi d’azzardo più diffusi sono: le videolottery e le slot machine (spesso chiamate ancora videopoker), i gratta e vinci, il lotto e il superenalotto, i giochi al casinò, il “Win for life”, le scommesse sportive o ippiche, il bingo, i giochi on line con vincite in denaro (ad esempio poker online). Inizialmente, si incomincia a giocare, a scommettere sotto casa, ma quando il “vizio” diventa malattia, la vergogna di essere sempre visti in quel posto, porta il giocatore stesso a sceglierne un altro distante da casa dove è più difficile che qualcuno lo veda. Un bambino-adolescente può comprare un “gratta e vinci”, ma non si siederebbe a un tavolo di pokeristi. E se lo compra in adolescenza, o va insieme a mamma o a papà nella fanciullezza, per lui diventa naturale e non è escluso che sia destinato a farlo e a fare altro, quando potrà.  Il meccanismo psico-fisio-neurologico di dipendenza dal gioco è il medesimo della droga e dell’alcol. E’ difficile che un alcolista chieda di sua spontanea volontà un intervento specialistico, in genere sono i figli o le mogli o entrambi che si rivolgono ai professionisti del settore.

Il Decreto Legge 13/9/2012 n. 158 “Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute.” [Decreto Balduzzi] è stato convertito in legge, con modifiche, dalla L. 08.11.2012, n. 189 con decorrenza dal 11.11.2012. L’articolo 7 comma 5 prescrive che “i gestori di sale da gioco e di esercizi in cui vi sia offerta di giochi pubblici, ovvero di scommesse su eventi sportivi, anche ippici, e non sportivi, sono tenuti a esporre, all’ingresso e all’interno dei locali, il materiale informativo predisposto dalle aziende sanitarie locali, diretto a evidenziare i rischi correlati al gioco e a segnalare la presenza sul territorio dei servizi di assistenza pubblici e del privato sociale dedicati alla cura e al reinserimento sociale delle persone con patologie correlate alla G.A.P. (Gioco d’Azzardo Patologico)”.

Ovviamente questo non elimina la possibilità, ma avvisa i “consumatori” di ciò che rischiano. Vi è un chiaro richiamo alla respons-abilità, ma non all’evitamento del consumo.

Ognuno è libero di vivere come crede, di bere a dismisura, di fumare, di drogarsi di vivere una…”vita spericolata”, ma la sua. Quello che purtroppo accade e che le scelte personali hanno delle ricadute deleterie sulle persone che stanno vicino al giocatore che inizialmente, non ha nessuna idea di quale rete mortale si sta tessendo.

Nella mia pratica clinica accade, sovente, che sia il familiare della “vittima” a segnalare la situazione e a chiedermi cosa sia possibile fare. E come spesso accade, l’intervento di uno psicologo-psicoterapeuta, si verifica quando il problema è già conclamato. Già molto tempo è trascorso dall’inizio del gioco e altrettanto, da quando i familiari se ne sono accorti, e altro ancora, da quando hanno deciso di chiedere aiuto. Per cui la famiglia ha già subito delle notevoli perdite economiche e ha già sperimentato una forte impotenza davanti all’impossibilità a frenare l’azione al gioco (compulsione). Per il GAP (Gioco patologico d’azzardo) oltre agli interventi psicoterapeutici di tipo privatistico, la struttura pubblica a cui si può fare riferimento è il Servizio dipendenze patologiche (SerT) dell’Azienda Asl. Non è escluso che pubblico e privato collaborino in alcuni casi, quando, per esempio è la famiglia che lo richiede.
L’accesso al SerT è gratuito e diretto: non si paga alcun ticket né ci vuole la richiesta del medico di famiglia. E’ garantito, se richiesto, il pieno rispetto dell’anonimato. I professionisti del SerT sono tenuti in ogni caso alla riservatezza. La presa in carico della persona con dipendenza da gioco d’azzardo  è prevalentemente di tipo psicologico, con trattamenti individuali e di gruppo. Come in tutte le forme di dipendenza, l’assistenza alla persona può prevedere  il coinvolgimento della famiglia o della coppia. Si può anche usufruire, dei gruppi di giocatori d’azzardo anonimi, presenti sul territorio,  che hanno la funzione di creare una rete di sostegno psicologico molto valida.

Per cui è importante, per aiutarsi ad aiutare che la persona sia a conoscenza di quanto segue:

“Il giocatore è diagnosticato affetto dal gioco d’azzardo patologico (DSM-IV, 1994) se presenta almeno cinque dei sintomi che seguono:

  1. È assorbito dal gioco, per esempio è continuamente intento a rivivere esperienze trascorse di gioco, a pianificare la prossima impresa di gioco, a escogitare modi per procurarsi denaro per giocare;
  2. ha bisogno di giocare somme di denaro sempre maggiori per raggiungere lo stato di eccitazione desiderato;
  3. tenta di ridurre, controllare o interrompere il gioco d’azzardo, ma senza successo;
  4. è irrequieto e irritabile quando tenta di ridurre o interrompere il gioco d’azzardo;
  5. gioca d’azzardo per sfuggire problemi o per alleviare un umore disforico, per esempio, sentimenti di impotenza, colpa, ansia, depressione;
  6. dopo aver perso al gioco, spesso torna un altro giorno per giocare ancora, rincorrendo le proprie perdite;
  7. mente alla propria famiglia, al terapeuta, o ad altri per occultare l’entità del coinvolgimento nel gioco d’azzardo;
  8. ha commesso azioni illegali come falsificazione, frode, furto o appropriazione indebita per finanziare il gioco d’azzardo;
  9. ha messo a repentaglio o perso una relazione significativa, il lavoro, oppure opportunità scolastiche o di carriera per il gioco d’azzardo;
  10. fa affidamento sugli altri per reperire denaro per alleviare la situazione economica difficile causata dal gioco, “operazione di salvataggio”.”

Qui di seguito esplicito anche le fasi della malattia che possono anche essere d’aiuto:

Fase vincente: è la prima fase, il Giocatore “malato” si diverte, è gratificato dall’azzardo. Spesso vince, prova eccitazione e tensione fisica reale. Si sente onnipotente e sottovaluta i rischi.

Fase perdente: è la seconda fase, la fortuna gira e il giocatore comincia a perdere. Il divertimento e l’abitudine, possono sconfinare nella patologia. Questa è una fase di forte rischio; può essere ancora lucido e comprendere che sta diventando vittima di qualcosa più grande di lui o può passare alla fase successiva.

Fase della disperazione: il tempo ed il denaro destinati al gioco crescono e con essi i debiti e la depressione.

Fase critica: detta anche chasing (letteralmente “rincorrere le perdite”); la persona malata vede il gioco come unica forma di riscatto per pagare i debiti contratti e rimettere in sesto la propria situazione economica e le relazioni che si sono ormai deteriorate. Ma non è così: il malato è ormai entrato i un circolo vizioso che lo porta a pensare solo come procurarsi, non sempre legalmente, il denaro per giocare. Ovviamente le conseguenze sono le più disparate: si distruggono le relazioni e si vive uno stress proprio di chi vede la propria vita crollare ha come conseguenza molti disturbi fisici: emicranie, ulcere, malattie cardiache, insonnia, coliti, dolori di stomaco, etc.

Tutto quello che è in nostro potere è rendersi conto e diventare il più possibile consapevoli che dietro ciò che può essere un ludos, ovvero un gioco, spesso si cela l’autodistruzione e un significativa e indelebile sofferenza per le persone vicine: parenti, familiari, amici.

Per cui, aiutiamoci a sapere che è responsabile non giocare che giocare con responsabilità!

Il seguente articolo è stato pubblicato su Bisceglie in DirettaImmagine (8)

 

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