L’amore: un triangolo magico

copiaAlberoni, definisce l’innamoramento come “lo stato nascente di un movimento collettivo a due” in cui gli innamorati sono trascinati l’uno verso l’altro da una forza che tende a fonderli per creare un’entità nuova, la coppia.”[1] La parola “coppia” deriva dal latino “copula”, che significa congiunzione, legame. Pur mantenendo ciascuno la sua particolarissima storia personale, le sue credenze, i suoi sogni, le sue aspirazioni, incontrando la coppia si incontra un organismo complesso dotato di un’economia affettiva che trascende l’individualità.

Quando si è innamorati….vediamo che accade…

Gli innamorati, in un gioco di spinte e controspinte, di avanzate e di ritirate, di continue scoperte su se stessi, giungono a costituire una visione comune del mondo, un comune progetto di vita. K. Gibran scrisse parlando della coppia e dell’amore: “ergetevi insieme, ma non troppo vicini: poichè il tempio ha colonne distanti, e la quercia e il cipresso non crescono l’una all’ombra dell’altro.” “Dal momento in cui l’incontro con l’altro inizia a trasformare radicalmente la vita si profila la necessità di una scelta che appare drastica: vita condivisa con un/a partner o vita in solitudine.”[2] Per cui la disponibilità ad aprirsi all’incontro con un altro essere umano, è la condizione necessaria ed indispensabile per far sì che un incontro si verifichi.

I timori

La paura di perdere la propria libertà, le abitudini, la paura di sbagliare nella scelta, di essere traditi, di non essere capaci di amare, di fallire, e altre ancora, possono essere talmente bloccanti da non consentirci di aprirci: “ se non permetterò a nessuno di entrare dentro di me, non soffrirò!” In realta, questo stare sempre all’erta senza lasciarci andare, questa continua ricerca di protezione, è già una sofferenza. Di contro, aprire il cuore a chiunque, intravedendo in ogni possibile relazione, un miraggio di salvezza per se stessi, per i propri sogni, desideri, aspirazioni, fa imprudentemente impattare la persona verso forti sofferenze. Per cui  l’incontro vero si verifica quando non si adottano né comportamenti troppo territoriali né troppo ospitali.  Trasformare la propria solitudine in una grande compagna, lasciando le porte del cuore socchiuse e darsi la possibilità di aprirle al momento giusto, è ciò che crea la possibilità di un contatto vero, autentico e nutriente.

Dall’illusione dell’amore all’amore disilllusso

“Di fronte a questa scelta il nucleo problematico fondamentale da affrontare e da elaborare è l’illusione che la relazione di coppia possa soddisfare bisogni mitici, oltre ad altri più concreti e specifici, che possa essere la terra promessa nella quale i bisogni vengano soddisfatti ancora prima di essere espressi e il senso di solitudine venga sconfitto per sempre. Ma è proprio la caduta di questa illusione che permette di trasformare l’innamoramento in un rapporto d’amore, che apre le porte all’accettazione dell’altro così come è sostituendo ad un legame fondato sulla mancanza, il bisogno, la necessità, un legame fondato sull’incontro, il desiderio e il piacere, sostituendo la speranza all’illusione.”[3] Il paradosso che interviene ad interrompere il fluire libero della relazione sta  nel fatto che il nostro senso dell’unione dipende dal più alto senso di separazione. Con questo si intende che la relazione con il nostro partner è spesso contaminata da una seri di involontarie proiezioni che compiamo. La scelta del partner spesso rimarca il nostro attaccamento primario con le figure genitoriali. Per attaccamento si intende la prima relazione d’amore che abbiamo vissuto e il modo di stare in relazione con la madre e il padre. Ripetiamo gli stessi meccanismi a volte con la vana speranza di essere risarciti da ciò che non abbiamo ottenuto o per riproporre l’idea di un paradiso simbiotico, idilliaco che abbiamo sperimentato. Io sono solo un uomo, io sono solo una donna….io non sono tuo padre…io non sono tua madre. Le figure si sostituisco, si sovrappongono e si confondono.

La psicoterapia nella coppia

Questo è principalmente tutto quello che emerge quando si lavora in psicoterapia sulle coppie o anche sul singolo che ha vissuto “tormenti” d’amore. E’ un processo doloroso, ma indispensabile per amare l’altro per quello che è e non per quello che vorremmo che sia: un surrogato o un compensatore. Detto questo, specifico che la funzione che sintetizza il bisogno di unione e di separazione è il contatto. E cioè stare con l’altro è una danza constante: mi avvicino a te e mi allontano da te. I momenti di fusione profonda sono veramente pochi. Per esempio possono accadere quando vi è un momento profondo d’intimità e di condivisione delle emozioni, un momento durante il rapporto sessuale dove al aldilà dell’incastro dei corpi c’è un momento in cui, io mi confondo con te e tu con me e insieme sembriamo una cosa sola. E’ come se, le anime si vedessero. A questo contatto profondo segue il bisogno di separazione in cui ciascuno riprende la sua identità separata dall’altra e vede l’altro nella sua identità separata.  In questa danza si manifesta la funzione contatto. “Io ti tocco, ti vedo, ti ascolto, ti parlo, ti sorrido, ti accolgo, ti conosco, ti chiedo qualcosa, ti voglio; e tutti questi contatti sostengono l’energia vibrante della vita. Io sono solo, tuttavia per vivere devo incontrarti. (..) Nell’entrare in contatto con te, io scommetto la mia esistenza indipendente, ma soltanto attraverso la funzione di contatto può avverarsi pienamente la realizzazione delle nostre identità”.[4] Attraverso il contatto con l’altro noi cambiamo. Esso è la linfa vitale della crescita. Il potere si ha con il contatto reale e produce vita, in questo consiste l’avventura e non nel resistergli, arroccandoci dietro difese o apparenti rassicurazioni simbiotiche. Per tutto questo è difficile amarsi ed è complesso stare in relazione; è difficile mantenere un legame non tanto duraturo, ma quanto nutriente nel tempo. Un conflitto non determina una crisi di coppia, anzi è un incontro, sia pur nello scontro, in cui entrambi i partner esprimo i loro bisogni, che magari non coincidono e, per i quali si impegnano a trovare un punto di congiunzione.

Una coppia in crisi

Fa di una coppia una coppia in crisi, l’accumulo di  tanti conflitti che i partner non hanno saputo gestire (Gestalt inconcluse) e che costantemente si ripresentano secondo contenuti differenti. Crisi significa anche momento di passaggio che richiede scelte non più rinviabili ed offre la possibilità di una loro gestione consapevole ed adeguata per entrambi i partner. In greco il termine crisis deriva dal verbo krinein decidere, distinguere e significa, quindi, scelta, decisione. “Nel lavoro psicoterapeutico con le coppie si lavora per aprire ai due partner possibilità per un nuovo modo di vivere in coppia passando dall’attribuzione all’altro di tutta la responsabilità del benessere e/o del malessere personale e di coppia, alla possibilità di assumersi la responsabilità della propria esistenza, consapevoli dell’importanza che l’altro ha, ma liberi di scegliere se e come stare in relazione con lui/lei. (…). In ottica fenomenologico-esistenziale, e quindi, gestaltica, lo psicoterapeuta, nella seduta, rappresenta una “terza persona non influente” in quanto non ha alcun potere né desidera esercitare alcuna influenza nella relazione di coppia. La sua funzione è quella di agevolare l’espressione e l’autentico dialogare lasciando che ognuno dei due partner, nelle comunicazioni più banali come in quelle più significative, si assuma la totale responsabilità del suo agire immediato e delle possibili conseguenze. Il terapeuta sospende ogni giudizio e non si schiera né si lascia sedurre da nessuno dei due partner, aiuta invece entrambe le persone ad assumersi al cento per cento la responsabilità di come si è svolta e si continua a svolgere la relazione. Non ci sono responsabilità da suddividere: ognuno è libero di essere se stesso e di volersi incontrare e vivere con un/una partner che lo/la accetti così come è.”[5]

Per avere una coppia che funziona e vive in equilibrio consideriamo tre componenti fondamentali:

  • Intimità/complicità;
  • erotismo/passione;
  • progettualità/decisione/impegno

queste tre componenti formano un triangolo equilatero, possono formare altri tipi di triangoli, ma i lati non possono mancare, altrimenti si perde la forma stessa del triangolo. Questa si pone e propone come una mappa, che ha lo scopo di orientare la persona, ma che non fa trovare il “tesoro”. Per diventare “ricchi” bisogna capire il come…
Intimità: sono l’insieme dei sentimenti condivisi, la percezione costante di vicinanza ovvero, l’altro c’è, l’unione ovvero fare squadra insieme, diventare un tifoso e un agevolatore dell’altro, sentire affinità nel modo di vivere e di pensare almeno sulle cose più importanti (gestione dell’andamento economico, del chi fa chi e che cosa, dell’educazione che si vuole impartire ai figli), confidenza, divertimento. L’intimità è auto rivelazione. Mi svelo a te e mi mostro per ciò che sono. E’ la componente che si sviluppa più lentamente e che può anche regredire se fortemente minacciata.
Erotismo:  riguarda gli impulsi che sottendono e portano all’attrazione fisica, al rapporto sessuale e fenomeni correlati, ma anche al desiderio di appartenenza, dominio, sottomissione e autorealizzazione. La passione alimenta l’attrazione, tende ad intrecciarsi con l’intimità, ma ha un sviluppo molto più rapido di questa.
Impegno: fa riferimento alla volontà di amare qualcuno e di portare avanti la relazione affettiva. All’ avere progetti comuni e intenti comuni, avere una casa, diventare genitori, fare una vacanza desiderata, ecc… Tale componente ha un ruolo importante nei momenti di crisi o di stallo, in cui la passione e l’intimità scemano a causa di problemi nella relazione, ma la relazione continua proprio in funzione della decisione e dell’impegno preso.
Secondo R. Sternberg, la combinazione, in proporzione diversa delle tre componenti, intimità-erotismo-impegno,darebbe origine alla varie tipologie di amore, che sarebbero essenzialmente otto: non amore, piacere, infatuazione, amore vuoto, amore romantico, amore-amicizia, amore fatuo e amore completo.

Tabella 1 – Le tipologie di Amore secondo Sternberg (1986b)[6]

Componenti
Intimità Passione Impegno
Non amore
Piacere +
Infatuazione +
Amore vuoto +
Amore romantico + +
Amore-amicizia + +
Amore fatuo + +
Amore completo + + +

 

Tabella 2- Come sarebbero le relazioni

SIMPATIA(solo intimità) In questo tipo di relazione vi è confidenza, calore e senso di unione fra i partner ma senza le caratteristiche della passione e dell’impegno. Relazioni di questo genere sono paragonabili a vere e proprie amicizie.
INFATUAZIONE(solo passione) Tipico dell’amore a prima vista, nasce e si sviluppa improvisamente ma solitamente termina con una disillusione. Questo rapporto si basa sull’idealizzazione dell’altro più che sulla sua reale conoscenza e dura solo se la relazione non viene effettivamente vissuta o comunque fino a quando uno dei due non si scontra con una delusione derivante dal confronto con la realtà.
AMORE VUOTO(solo decisione/impegno) Uno o entrambi i componenti della coppia si impegnano a continuare la relazione in mancanza delle componenti di intimità e passione. Solitamente si tratta di rapporti nella loro fase finale, in cui i partner stanno insieme solo per tener fede a un impegno preso, per  decisioni coscienti legate ai figli o per es. a considerazioni economiche.
AMORE ROMANTICO(intimità+passione) Si tratta della forma tipica delle grandi e intense storie d’amore letterarie e cinematografiche. Spesso la componente impegno non è presente per via di ostacoli o circostanze esterne che impediscono alla coppia di progettare un futuro.
AMORE AMICIZIA(intimità+decisione/impegno) È il caso per esempio di quei rapporti che durano da tanto tempo, consolidati sotto il profilo dell’intimità anche se hanno visto lentamente sfumare quello della passione.
AMORE FATUO(passione+decisione/impegno) In questo tipo di relazione l’impegno è conseguenza solo della passione senza il supporto dell’intimità e della conoscenza reciproca. È il caso per esempio di matrimoni dettati da decisioni impulsive prese sull’onda dell’infatuazione. Queste relazioni corrono il rischio di frantumarsi quando si troveranno a fare i conti con un impegno non sentito.
AMORE VISSUTO(intimità+passione+impegno) È l’amore completo che tutti sognano. Difficile (ma non impossibile) farne esperienza reale e soprattutto mantenerne vive le caratteristiche nel tempo.

 

Vivere insieme è un percorso di continua co-costruzione fondata sulla capacità di conservare quello che c’è e di creare insieme il nuovo in un’alternanza di funzioni fondamentali sia per ogni essere umano che per ogni coppia attraverso il:

  • piacere dell’essere insieme in momenti specifici (es. piacere erotico), ma anche l’essere presenti l’uno nell’esistenza dell’altro;
  • prendersi cura/essere curato,quell’espressione d’amore che ha per prototipo il legame con la madre fondato sulla consolazione del dolore e la rassicurazione della paura;
  • apprezzare/essere apprezzato,riconoscererispecchiare narcisisticamente/essere riconosciuto e apprezzato narcisisticamente.

Bibliografia:

 

[1] Alberoni F., Ti amo, 1996.Rizzoli, Milano

[2] La vita di coppia: il legame d’amore tra attaccamento ed autonomia di Anna R. Ravenna Pubblicato sul numero 12 di Formazione IN Psicoterapia, Counselling, Fenomenologia.

[3] Ibidem

[4]  E. Polster- M.Polster, Terapia della gestalt integrata, Giuffrè editore-Milano

[5] Op. cit. La vita di coppia: il legame d’amore tra attaccamento ed autonomia di Anna R. Ravenna Pubblicato sul numero 12 di Formazione IN Psicoterapia, Counselling, Fenomenologia.

 

[6]  Le due tabelle: http://www.psicologi-italia.it/psicologia/salute-sessuale/844/la-coppia.html

L’articolo è stato pubblicato sul giornale mensile Bisceglie in Diretta.

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